Addio a Santo Pelliccia. Il Generale Sganga: "Un altro pezzo della nostra storia vola via"

di Francesco Michelini

"Un altro pezzetto della nostra Storia vola via. Il leone Santo Pelliccia ha incarnato l'essere Paracadutista, l'essenza del Soldato. È diventato per tutti noi quasi un simbolo, un Gigante, fonte di motivazione per i più giovani e ispirazione per i Comandanti a tutti i livelli. Lo conoscevamo tutti. Onnipresente alla Festa di Specialità nella Sua splendida uniforme, che vestiva con orgoglio antico. Paracadutista tra Paracadutisti. Ci mancherai Leone. Anche se sappiamo che hai già occupato il posto che Ti spetta in quell'angolo di Cielo riservato ai Martiri, ai Santi, agli Eroi e ai Paracadutisti. Folgore!" 

Sono queste le parole dedicate al Reduce di El Alamein, Santo Pelliccia, da parte del Generale Rodolfo Sganga.

Santo Pelliccia, classe 1923, uno di quei 300 su 5000 scampati alla morte. Di bassa statura, sempre con la sua leggendaria divisa coloniale da deserto, coraggioso, tenace, una vita al servizio dello Stato dopo essere stato nella Folgore e poi nella Polizia, uno di quegli uomini davanti ai quali, secondo Winston Churchill, bisognerebbe inchinarsi per l'audacia mostrata sul campo di battaglia, fronteggiando uno degli eserciti più potenti del mondo, l'esercito inglese, con inferiorità di rifornimenti e uomini. Uno di quegli uomini a cui mancò la fortuna non il valore. Si è spento oggi Santo Pelliccia a Nettuno verso le ore 10 dopo una notte passata con un blocco renale e dei problemi ai polmoni.