Quando la natura si tinge di Gotico

di Pietro Ascione, direttore del Moschettiere

Il libro di racconti di Eraldo Baldini racconta storie antiche, ma è di grande attualità

Fino a qualche inverno fa mio nonno era solito raccontare fiabe che facevano paura a me e mio cugino. Ci riunivamo davanti al cammino e iniziava a raccontarci storie (a detta sua) ispirate alla sua infanzia, passata in campagna. Le popolavano personaggi grotteschi e inquietanti, affiancati da figure positive e ironiche. La vera protagonista era però la Natura, benevola e terrificante, che fungeva anche da cornice. Lo sfondo infatti, era sempre lo stesso: la "civiltà contadina", dove Cristianesimo e Paganesimo, così come Scienza e superstizione, sono ancora oggi mescolate.

Con gli stessi ingredienti l'autore romagnolo Eraldo Baldini costruisce Gotico Rurale, un'antologia di diciotto racconti scritti nell'arco di più di dieci anni, da poco in riedizione. I racconti più interessanti hanno un fil rouge che li lega: la Natura selvaggia e ostile, perfetto scenario per i personaggi di Baldini, che attinge a piene mani proprio dalle leggende legate al mondo rurale della pianura Padana, dove la religione si è evoluta in culti pagani particolari, ancora oggi esistenti, e dove qualsiasi estraneo viene considerato un agente patogeno per il sistema, una minaccia.

Se il Gotico ha come palcoscenico il castello o una casa infestata, nel Gotico rurale le scenografie sono le campagne, le comunità montane, i borghi antichi, le cittadine di provincia. Luoghi dove tutto pare immobile e il tempo una semplice illusione. Spesso protagonista dei racconti è un'intera comunità, che si ritrova a dover affrontare demoni dal passato e mostri legati alle leggende locali. Il soprannaturale presente dei racconti è un soprannaturale legato alle tradizioni e ai racconti orali spesso tramandati davanti al fuoco per secoli dai nonni ai nipoti, che avevano come scopo proteggere i più piccoli dal fare errori, sottovalutando proprio la Natura.

La forza di Gotico Rurale risiede proprio nella paura che tutti gli uomini hanno verso l'ambiente che li circonda, che per il mondo rurale era spesso ostile: bastava un temporale o un evento catastrofico naturale per distruggere il lavoro di mesi, o un periodo di siccità per portare miseria. L'uomo da sempre perde contro la Natura che ancora oggi, anche dopo la rivoluzione tecnologica, continua a fare paura. Come ci insegna anche l'attualità.