Bernie Sanders: our revolution

di Nicola Strambio

Un candidato alla presidenza degli Stati Uniti, socialista democratico che ha  combattuto la sua vita dalla parte della classe lavoratrice.

Così un mio parente residente negli Stati Uniti definisce il senatore che secondo molti sarebbe alla testa di una nuova rivoluzione democratica dal basso negli U.S.A., che coinvolgerebbe la working class statunitense. Alcuni cenni biografici per capire meglio il prossimo possibile Presidente degli Stati Uniti sono opportuni: Bernard Sanders, per gli amici Bernie, 78 anni, è nato e cresciuto a Brooklyn (New York), figlio di un immigrato dalla Polonia. Lo zio fu uno dei partigiani della ribellione del Ghetto di Varsavia. La sua condanna a morte segnò molto la famiglia. Sanders e i suoi genitori vissero sempre in condizione di povertà nonostante il lavoro dei genitori. Il senatore però frequentò la high school grazie al New Deal, quindi studiò all'Università di Chicago, dove partecipò come attivista al movimento per i Diritti Civili. Conseguì la laurea in Scienze Politiche.

Dopo l'università si dedica a lavori socialmente utili, quindi ebbe un figlio. Negli anni settanta si trasferì in Vermont, dove divenne sindaco di Burlington nel 1981 da indipendente. Si candidò e perse le elezioni a governatore del Vermont, quindi divenne Rappresentante alla Camera (1990), infine Senatore (2007). Nel 2015 decise, successivamente alla rinuncia di Elizabeth Warren di correre alle primarie del Partito Democratico, di partecipare alla corsa alle primarie contro Hillary Clinton.

La sua linea politica, ispirata a Eugenie Debs, un politico Statunitense di inizio '900, si può identificare nel socialismo democratico, da non confondere con la socialdemocrazia. Il suo cavallo di battaglia è la democratizzazione del posto di lavoro, in cui ad oggi un operaio non ha potere decisionale all'interno dell'azienda. Sanders, nella sua linea politica, difende e promuove i diritti irrinunciabili della persona: salute, educazione, libertà.

Sanders definisce gli USA un'oligarchia, controllata da pochi super miliardari, la cosiddetta bilionaire class, che grazie al capitale posseduto controllano la vita politica del paese e influenzano le leggi. Il sistema consiste nel finanziare le campagne elettorali, molto dispendiose, dei candidati più promettenti. Una volta eletti, i candidati sono legati ai loro creditori che, in nome della rielezione del candidato, esercitano una grandissima influenza sulla sua attività politica.

La tesi dell'esistenza di una bilionaire class che influenzi l'attività politica degli Stati Uniti è provata da diversi studi, tra cui:

Secondo il senatore, l'unico lavoro sicuro e che offra vantaggi significativi (assicurazione sanitaria, pensione...) al giorno d'oggi negli States è il soldato. La macchina bellica della potente nazione conta circa 1,3 milioni di effettivi (a cui aggiungere 830 000 riserve) e per l'anno fiscale 2019 ha utilizzato circa 650 miliardi di dollari.

Sanders propone diversi punti nel suo programma:

Il movimento di Sanders, Our Revolution, sostene una movimentazione della classe lavoratrice per modificare il sistema politico, lavorativo e previdenziale degli US. Sanders è il secondo candidato nei sondaggi, preceduto da Boe Biden. Il senatore è però il primo candidato per quantità di donazioni private (dei singoli) in suo favore: 61,5 milioni di dollari ad oggi. Come mostrato da uno studio del New York Times aggiornato ad Agosto 2019, è l'unico candidato che abbia ricevuto sostegno distribuito su tutto il territorio nazionale. Nei territori dove gli altri candidati hanno ricevuto un sostegno più alto, Sanders si attesta sempre in seconda posizione, dimostrando un consenso allargato tra gli elettori di tutto il Paese.

Sanders è infatti appoggiato dai lavoratori della classe media progressista (identificabile nella sinistra radicale). Esaminando le donazioni ricevute, in cui bisogna inserire la propria professione, i sostenitori di Sanders sono insegnanti, operatori di amazon, commessi del Walmart, operatori delle poste, soldati. Dopo queste riflessioni, la domanda è sorta spontanea: perché Bernand Sanders, per gli amici Bernie, senatore per lo Stato del Vermont e già componente della Camera dei rappresentanti, esponente indipendente affiliato al Partito Democratico, dovrebbe vincere le elezioni americane dell'anno prossimo?

Ho preferito rivolgere la domanda direttamente al mio parente:

"Perché è auspicabile la vittoria di Bernie Sanders?"

"Perché Sanders è l'unica persona che può battere Donald Trump, che rappresenta un rischio per il mondo e per gli Stati Uniti in materia geopolitica, quindi ad esempio nel rischio di guerre (come in Iran, ndr) o nella non adesione ai patti per il clima."

Sanders si attesta al 19% nei sondaggi nazionali. Bisogna tenere conto però che negli stati chiave per la vittoria alle elezioni, come Iowa e New Hampshire, è in testa o con un ridotto scarto nei sondaggi, rappresentando una seria minaccia per l'establishment ma al contempo una grande possibilità di rendere gli Stati Uniti più giusti con i suoi cittadini.