Pandemicamente scorretti

29.06.2020

di Lorenzo Gioli

L'avete sentita l'ultima boutade targata Oms? Dice il direttore aggiunto Ranieri Guerra: l'epidemia da Coronavirus "si sta comportando come avevamo ipotizzato". E ancora: "Il paragone è con la Spagnola, che si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata". Già, la Spagnola: il virus che nel 1918 sterminò milioni di persone. Frase, quella del big Oms, che farebbe accapponare la pelle se non fosse l'ennesima puntata di una serie tv in onda ormai da diverso tempo. Nelle ultime settimane, i media si sono accaniti su esponenti politici e amministratori locali chiedendo conto dei loro errori: delle mancate zone rosse e della mala gestione dei pazienti nelle Rsa. Spiace che la stessa attenzione non sia stata riservata anche alla pletora di burocrati a cui ci siamo affidati acriticamente per mesi e di cui solo ora notiamo la scarsa autorevolezza.

Il 10 gennaio, a pandemia ormai scoppiata, il leader Oms Ghebreyesus si complimenta con la Cina per aver frenato la propagazione del virus, salvo poi scoprire gli enormi ritardi con con cui Xi Jinping ha avvisato Ue e Stati Uniti. Infatti - come testimoniano le tracce rinvenute nelle acque di Milano, Torino e Bologna - il Coronavirus circolava già dal mese di dicembre. Fra il 16 e il 24 febbraio, dopo aver dichiarato l'emergenza sanitaria globale, l'Oms afferma che "la percentuale di infezioni veramente asintomatiche sembra essere rara e non appare un fattore trainante della trasmissione". Quando - ormai a metà marzo - la rivista Science sostiene che gli asintomatici sono responsabili del 79% dei contagi, l'Oms cambia opinione invitando ad estendere i tamponi anche a coloro che sono entrati in contatto con i sintomatici. Ora, invece, almeno su questo fronte, sembra di essere tornati al punto di partenza: l'8 giugno l'esponente Oms Maria Van Kerkhove sostiene pubblicamente che la "trasmissione del Covid-19 da persone asintomatiche è molto rara". Il giorno dopo parlerà di fraintendimenti vari ed eventuali: "Stavo rispondendo a una domanda e non esprimendo una posizione dell'Oms. Ho usato la parola 'molto rara' e c'è stato un fraintendimento perché è sembrato che dicessi che la trasmissione asintomatica è globalmente molto rara. Mentre mi riferivo a un set di dati limitati". Mah... Credete che lo show sia finito? Nient'affatto. Rimane ancora il capitolo delle mascherine: solo il 13 aprile, dopo averne sconsigliato l'utilizzo per mesi, con triplo salto carpiato e doppio avvitamento il portavoce Oms David Navarro dice che "portarle dovrà diventare la norma".

Insomma, quella dell'Oms è una storia venata di omissioni e contraddizioni che certo non inducono a credere alle parole di Ranieri Guerra o che comunque suscitano diversi dubbi. Ormai, purtroppo, il nostro non è più uno stato liberale ma la virolocrazia teorizzata da Marcello Veneziani, il trionfo del "pandemicamente corretto". Indossiamo le mascherine, laviamoci spesso le mani, rispettiamo il più possibile il distanziamento ma non facciamoci abbindolare. Diamo ascolto ai medici e agli infermieri in prima linea. Lasciamo perdere i teorici da salotto che senza aver mai passato un giorno in un reparto Covid si permettono di impartire lezioni, dicendo tutto e il suo contrario con la stessa insopportabile faccia tosta.