(Non) solo una partita

di Marco Veroni, caporedattore del Moschettiere


"Solo una partita". Spesso con queste parole gli allenatori delle rispettive squadre cercano di placare l'atmosfera, di normalizzare la situazione, alla viglia di un derby. Ma non è solo una partita. È LA partita. E questo a Roma si fa sentire, nel bene con grandi prestazioni e tifo sugli spalti, e nel male con episodi di violenza. Domenica nella capitale andrà in scena il secondo derby della stagione, il primo del 2020, e vedrà di fronte due squadre agli antipodi: la Roma, che viene dalla sconfitta netta per 3-1 allo Stadium contro la Juve, mentre in campionato nell'ultimo mese i risultati sono stati altalenanti: vittoria contro il Genova, sconfitta contro la Juve, sconfitta contro il Torino, vittoria contro la Fiorentina; i giallorossi sono comunque quarti in classifica e stanno rispettando quindi i loro obbiettivi stagionali. Ma nonostante il quarto posto attuale c'è una cosa che proprio non va giù ai tifosi romanisti: essere alle spalle degli odiati cugini della Lazio, e questa è una cosa che a Roma, soprattutto sponda giallorossa, non è mai ben accetta. La Roma che arriva a questo derby è anche una Roma ferita e sicuramente indebolita dal grave infortunio di Zaniolo

Dall'altra parte la Lazio: i biancocelesti vengono da 11 vittorie consecutive, UNDICI, (striscia più lunga nella storia del club), e non sembrano volersi fermare; gli uomini di Inzaghi sono in piena corsa scudetto a -6 dalla Juve e -2 dall'Inter con una partita da recuperare. Finora la Lazio sta attraversando una stagione spettacolare: non solo il record citato in precedenza ma anche un terzo posto che significherebbe ritorno in Champions dopo 13 anni, la vittoria della Supercoppa Italiana a Jeddah per 3-1, e un Ciro Immobile scatenato: miglior marcatore con 23 gol in serie A, e in testa alla classifica della Scarpa d'oro davanti a giocatori come Lewandoski, Messi e Ronaldo. Senza contare la doppia vittoria contro la Juve (uniche due sconfitte stagionali per i bianconeri); insomma niente sembra andare storto ai biancocelesti, l'unica pecca l'uscita prematura dall'Europa League, anche se ciò permetterà di concentrarsi a pieno sul campionato.

Con queste premesse verrebbe naturale pensare ad una schiacciante vittoria per la Lazio, ma il derby non è solo una partita, non è una partita come le altre; è un match che riesce a tirare fuori il 150% dai giocatori che sanno quanto il pubblico tenga a occasioni simili. Ecco perché non è solo una partita.

Spesso abbiamo visto squadre date per sfavorite alla vigilia riuscire a ribaltare completamente il risultato e spesso una stagione proprio grazie al derby. Ecco perché non è solo una partita.

All'andata finì 1-1 dopo una partita pazza: 6 legni colpiti due per i giallorossi e 4 per i biancocelesti, Roma che passò in vantaggio nel primo tempo grazie a un rigore dell'ex Kolarov e venne agguantata dalla ripresa da Luis Alberto, infine al 91' gol annullato alla Lazio per un fuorigioco di Lazzari.

Sono cambiate parecchie cose da lì la Lazio che sembrava in crisi ha iniziato ad ingranare, anche la Roma dopo un inizio a stento, ha trovato la forma migliore non senza qualche battuta d'arresto.

Chi sono gli uomini chiave delle due squadre? Per la Roma sicuramente Edin Dzeko, il centravanti bosniaco è il miglior marcatore dei giallorossi e quando è in giornata si carica la squadra sulle spalle, oltre al suo numero 9 la Roma fa grande affidamento su Lorenzo Pellegrini che, problemi fisici a parte è stato tra i migliori in maglia giallorossa mettendo a segno 3 reti e 10 assist in tutte le competizioni.

Sponda biancoceleste invece non si possono non nominare il già citato Immobile, Luis Alberto, autore di 4 gol e 13 assist e Correa che vanta 7 gol e 4 assist, questi tre formano un trio che per gol e assist messi a segno è tra i migliori in Europa.

L'attesa nella capitale cresce e il clima derby si fa sentire. Chi salirà sul tetto di Roma? La Lazio rimarrà agganciata al treno scudetto? E la Roma alla corsa Champion? Avremo le risposte fra poche ore.