Se lo sbarco in Normandia fosse fallito

di Francesco Michelini, vicedirettore del Moschettiere

E' il 6 giugno 1944, gli Alleati tentano di liberare l'Europa dal giogo nazista, con un'operazione militare mai vista prima: l'operazione "Overlord", nome deciso da Winston Churchill. Gli Alleati sanno che è indispensabile il successo e così impegnano tutte le forze disponibili, soprattutto da un punto di vista strategico. Da una parte, fu formata la più imponente flotta che avesse mai solcato l'Oceano, costituita da circa duecentomila uomini e cinquemila navi, delle quali 7 corazzate, 23 incrociatori, 250 navi da guerra i cui cannoni avrebbero coperto lo sbarco e migliaia di navi da trasporto.

In un'altra parte dell'Inghilterra, il Colonnello Bevan prepara sulla Costa un enorme esercito. Migliaia di casse di munizioni accatastate in bell'ordine, montagne di taniche di benzina, interminabili file di Sherman celati sotto le reti mimetiche sembrano costituire un grande accampamento militare. Solo un aspetto distingueva i campi militari che punteggiavano la campagna di Inghilterra sudorientale dai loro gemelli al di là del Tamigi. Sulla costa non c'erano uomini in quelle tende, non c'erano proiettili nelle casse di munizioni, non c'era neanche una goccia di benzina nelle taniche e quegli Sherman non erano di acciaio ma di gomma: un esercito di spettri, che serviva a ingannare i generali tedeschi in realzione al punto dove si sarebbe svolto lo sbarco principale: Normandia o Calais.

Nonostante ciò, la preoccupazione per la possibilità di fallimento, visto lo sbarco a Dieppe nel 1942 che vide morire in poche ore 3 mila uomini su 6 mila dalla parte degli Alleati, era veramente alta. Rommel, come Hitler e tutto lo Stato Maggiore tedesco sosteneva che lo sbarco vero sarebbe avvenuto a Calais. Il dissenso fra il Generale Roundstedt e Rommel riguardava un'altra questione :l'esercizio di Comando. Formalmente, quello di tutto il teatro di guerra Occidentale spettava a Roundsedt, come Generale di più alto prestigio dell'Esercito: che, fedele alla regola ortodossa, intendeva tenere unite le Divisioni corazzate in modo da lanciarle in massa, nel punto minacciato. Rommel sosteneva che bisognasse sparpagliarle perché i luoghi minacciati sarebbero potuti essere molteplici. Su questo contrasto era personalmente intervenuto Hitler in aprile confermando il comando supremo a Roundstedt. Fino all'ultimo però, gli Alleati ebbero il timore che Rommel potesse adottare la sua strategia che avrebbe migliorato le prestazione dei corazzati. Infatti il Generale Brooke osservò: "Nessuno sbarco, per quanto intelligentemente concepito, può sopravvivere a un massiccio contrattacco delle forze di cui Hitler dispone. Egli ha i mezzi e le truppe per ricacciarci in mare; su questo non c'è dubbio." Il Maggiore Hansen invece disse :"Se i Panzer di Hitler sbucano dalle colline fra il terzo e il settimo giorno dopo il D-Day, la nostra invasione non ha una possibilità al mondo di riuscire."

Per la Germania era fondamentale difendere la Francia da un punto di vista militare per 3 motivi: 1) Nella base di Calais venivano conservati i nuovi missili tedeschi V1 e V2. 2) I sottomarini tedeschi avrebbero potuto ancora insediare rotte Atlantiche con Brest e Saint-Nazaire. 3) Era necessario mantenere le postazioni radar di prima linea in Francia, che senza di esse la Germania non avrebbe potuto fare niente con il suo caccia a reazione ME262.

L'operazione rimase in forse fino all'ultimo quarto d'ora per via delle pessime condizioni metereologiche che rischiavano di far mancare allo sbarco la protezione aerea e di gettare in spiaggia uomini stremati dal mal di mare. Il generale Eisenhower all'ultimo minuto decise di partire.

Molti giustamente dicono che la storia non si fa con i "se" ma nessuno può negare, e il professore Barbero ne è d'accordo, che vederlo da questo punto di vista suscita molto più interesse e coinvolgimento. Quindi cosa sarebbe successo se lo sbarco in Normandia fosse fallito? L'agonia Tedesca probabilmente si sarebbe allungata, ci sarebbero stati più morti e magari le bombe nucleari sarebbero state lanciate su Berlino e Monaco. D'altro canto, in caso di fallimento un altro possibile sbarco del genere non sarebbe avvenuto prima della Primavera del 1945 e i Russi, forse, dopo 3 anni di guerra avrebbero chiesto una pace separata. Ma anche se i Tedeschi non si fossero lasciati ingannare e avessero ributtato in mare l'avversario, secondo Montanelli, la sorte della guerra era già segnata.