L'istruzione durante la quarantena

di Vittorio P.

L'istruzione in questi mesi si trova di fronte ad un cambiamento radicale nei metodi di insegnamento, infatti per la prima volta è comiciata un'emergenza di tale portata nell'era digitale. Solo un'altra volta nella storia le lezioni sono state sospese così a lungo nell'intero territorio nazionale, cioè durante la seconda guerra mondiale: quando la Germania e le forze alleate bombardavano le città italiane per avere il controllo della penisola.

All'epoca ovviamente non c'erano modi per i docenti di svolgere lezioni a distanza, perciò venne assegnato agli alunni di proseguire il programma in modo autonomo.

Oggi però la tecnologia permette di svolgere lezioni virtuali per proseguire il programma scolastico in modo completo, esistono svariati programmi o siti web dove tutti gli alunni si possono connettere e seguire le lezioni svolte dai professori, per connettersi è necessaria una connessione internet ed un dispositivo. Naturalmente l'attività didattica svolta in questo modo non sarà mai al livello di quella faccia a faccia ma al momento questa soluzione, secondo la ministra dell'istruzione Azzolina, sta funzionando in quasi tutte le scuole in modo più che sufficiente.

Da studente posso affermare che le misure prese dai docenti del liceo che frequento sono del tutto conformi a ciò che prevede il decreto, credo che la scuola si sia adattata in modo positivo a questa situazione, infatti, nonostante i rari problemi di carattere tecnico, gli insegnati riescono a svolgere lezioni coinvolgendo gli alunni, rendendo queste ore non molto diverse da quelle svolte a scuola. Chiaramente l'efficacia di queste lezioni varia da scuola a scuola.

Dopo quasi un mese dall'inizio della quarantena su tutto il territorio italiano, sono ormai pochissime le scuole che non hanno ancora incominciato a svolgere lezioni online, principalmente scuole primarie. Per evitare che coloro che non possiedono i mezzi per partecipare alle lezioni rimangano esclusi, nel decreto cura Italia sono stati stanziati 85 miloni di euro per permettere a tutti di comprare i dispositivi e possedere una connessione internet.

Per ora non si sa ancora il giorno del rientro a scuola per gli studenti, la data fissata è il primo giorno dopo le vacanze di Pasqua, ma probabilmente questa verrà prorogata.

Le ipotesi possibili sono molteplici, tutto dipende dall'andamento dell'epidemia, contando che prima del rientro il numero giornaliero di nuovi casi deve essere pari a zero; questo dovrebbe avvenire durante il mese di maggio. Non è escluso che il rientro a scuola non avvenga prima di settembre nel nuovo anno scolastico.

Un problema importante per i docenti in ogni caso sarà quello delle valutazioni, la ministra dell'istruzione ha affermato che non sarà dato il 6 politico a tutti gli studenti, ma che gli insegnanti terranno conto della situazione, inoltre i docenti sono stati inviati a valutare con interrogazioni o test gli alunni, per verificare che gli argomenti siano compresi da tutti, in modo da poter proseguire e concludere il programma.