L'illusione delle Sardine

di Lorenzo Gioli

Nel quadro europeo, l'Italia rappresenta un'anomalia. Infatti, si tratta dell'unico Paese in cui ad essere oggetto delle proteste non è il governo, ma l'opposizione. Le Sardine nascono a Bologna con un solo obiettivo: abbattere Matteo Salvini. Non una riflessione politica, non una proposta alternativa a quelle del Capitano leghista. Solo chiacchiere e distintivo. In Italia abbiamo già avuto movimenti simili a quello delle Sardine: per esempio i Girotondi di Nanni Moretti, che vedevano in Silvio Berlusconi, allora leader del centro-destra, il male assoluto di cui doversi liberare il prima possibile. Come è accaduto in passato, anche questa volta i leader centrosinistra hanno esultato nel vedere le piazze unite contro il loro avversario. Ma, ai tempi della stagione dei Girotondi, le cose come andarono a finire? Dalla sua discesa in campo, Silvio Berlusconi venne sconfitto una sola volta alle elezioni (da Romani Prodi nel 1996) e il suo consenso rimase pressoché immutato fino all'arrivo di colui che ne avrebbe ereditato il ruolo di leadership: Matteo Salvini.

Se il Cavaliere ha governato a fasi alterne per vent'anni anni, nonostante le "grandi" mobilitazioni popolari della Sinistra, significa che tali mobilitazioni in fondo non erano poi tanto grandi e che - soprattutto - esse avvenivano esclusivamente nel perimetro elettorale dei Dem. Nulla cambiò: chi fino a quel momento aveva votato Forza Italia continuò a farlo, e anzi forse con maggior convinzione di prima. Lo stesso vale oggi per la Lega. L'élite progressista ha sempre avuto una strana concezione della democrazia: se voti a sinistra sei un genio, se voti a destra nella migliore delle ipotesi sei un troglodita. Nella peggiore un criminale.

La verità è che l'odio nei confronti di Salvini non può essere sufficiente a sconvolgere l'attuale assetto politico, dando luogo a un ribaltamento dei consensi elettorali. Basta vederle, le Sardine. Animate da buone intenzioni? Certo. Convinte di essere nel giusto? Senz'altro. Ma per fronteggiare un partito che, stando ai sondaggi, veleggia intorno al 34% ci vogliono squali. Altro che sardine.