LE PAGELLE DI FINE ANNO

di Lorenzo Gioli

Matteo Salvini

Dopo aver scavalcato Forza Italia, ottenendo il 15% alle Politiche del 4 marzo 2018, Matteo Salvini ha riscosso un successo clamoroso come ministro dell'Interno, continuando a crescere nei sondaggi giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, fino alla clamorosa vittoria della Lega alle elezioni europee. Da quel momento, il Capitano si sentiva invincibile, credeva di essersi impadronito del Paese. Ed è proprio per questo che, in pieno agosto, Salvini ha deciso di staccare la spina al "governo del cambiamento", sperando di andare ad elezioni anticipate e di conquistare così Palazzo Chigi. Contrariamente alle sue ingenue aspettative, i 5 Stelle si sono alleati con il Partito democratico per evitare di essere spazzati via. Dopo aver conquistato la fiducia di molti italiani, dimostrando doti comunicative superiori a qualsiasi altro politico dal dopoguerra ad oggi, il leader della Lega è ricaduto nello stesso errore di Renzi: ha sopravvalutato se stesso ma, soprattutto, ha sottovalutato i propri avversari.

Voto: 7

Luigi Di Maio

Forse il vero grande sconfitto di questa stagione politica. Ha dimostrato di non avere alcuna qualità né come ministro né tantomeno come capo-partito. Infatti, l'enorme successo ottenuto dal M5S alle elezioni del 4 marzo è soltanto merito di Beppe Grillo che, promettendo misure assistenziali come Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, ha saputo intercettare il consenso dei ceti meno abbienti. Non una visione politica, non una proposta costruttiva per creare lavoro e occupazione. Solo la promessa di un sussidio che pare non stia sortendo gli effetti sperati. Per quanto riguarda il suo operato di ministro, beh, non c'è molto da dire...

Voto: 4

Matteo Renzi

Tutti credevano di essersene sbarazzati, eppure Matteo Renzi è tornato nel ruolo di protagonista, mettendo fuori gioco Salvini con una manovra di Palazzo appositamente concepita per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Non è dato sapere se, come scrivono alcuni, il leader di Italia viva abbia intenzione di far cadere il governo. Quel che è certo è che continueremo a sentir parlare di lui. Ciononostante, per quanto Matteo Renzi abbia dimostrato notevoli capacità strategiche, difficilmente un partito personale e senza una vera e propria classe dirigente come Italia viva potrà spiccare il volo.

Voto: 7

Giuseppe Conte

"Il presidente che visse due volte, o il premier dei due mondi", come l'ha definito Antonio Polito sul Corriere della Sera (29 dicembre). Dalla Lega al Pd, dalla destra alla sinistra. Non si può certo dire che Giuseppe Conte sia un campione della coerenza. Alcuni prevedono addirittura che l'ex Avvocato del Popolo diventerà il nuovo leader del centro-sinistra. Si esprime in un italiano forbito, si atteggia a grande statista, ma in politica la forma non è sempre sostanza. Nell'ipotesi di una sua eventuale candidatura, gli Italiani valuteranno l'azione dei suoi due governi e - quando si andrà alle urne - decideranno se premiarlo o meno. Ho come l'impressione di sapere già come andranno le cose...

Voto: 7

Nicola Zingaretti

Ha saputo riunire le anime della sinistra, chiamando a raccolta tutti: da Bersani a D'Alema. Il Pd - purtroppo o per fortuna - è tornato ad essere la grande casa dei progressisti. Tenere insieme così tante correnti all'interno dello stesso partito può essere indice di intelligenza, ma ha in sé una premessa che potrebbe rivelarsi letale: essere amico di tutti presuppone necessariamente di non avere la capacità di prendere decisioni impopolari che possono non piacere ai propri alleati. I politici che non si sono mai scontrati con nessuno non mi hanno mai ispirato particolare fiducia.

Voto: 6

Silvio Berlusconi

La presenza del Cavaliere in Piazza San Giovanni alla grande manifestazione del centro-destra ha decretato definitivamente la morte di Forza Italia. La rivoluzione liberale, improntata all'abbassamento delle tasse e alla semplificazione della burocrazia, che Berlusconi aveva annunciato nel 1994, non è mai arrivata. Difficilmente i restanti elettori di Forza Italia passeranno alla Lega. La vera sfida per Matteo Renzi e, perché no, anche per Carlo Calenda sarà avere l'appoggio dei moderati. Su questo fronte, il prossimo anno ne vedremo delle belle.

Voto: 5

Giorgia Meloni

"Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana". Il divertente ritornello del remix "Io sono Giorgia" descrive perfettamente la natura di una giovane ed energica leader politica che si prepara già per gli anni a venire, prefiggendosi l'ambizioso obiettivo di sostituire Salvini alla guida della coalizione nel caso di un eventuale crollo della Lega. Si tratta però di una mera supposizione, tenendo anche conto che attualmente Salvini veleggia intorno al 34%.

Voto: 8

Carlo Calenda

L'unico, insieme alla Meloni, ad essere sempre rimasto coerente. Detto questo, malgrado la simpatia, credo che Azione, la sua nuova creatura politica, sia destinata a fallire. Per un semplice motivo: oltre alla forza d'animo, in politica servono anche abilità strategica, esperienza parlamentare e anche un pizzico di cinismo, tutte doti di cui Calenda sembra sprovvisto.

Voto: 6