La Spectre del sesso

di Lorenzo Gioli

Sorvolando per un momento sulla tragicomica crisi di governo aperta dal ministro Salvini e sulla nascita ormai scontata di un governo giallo-rosso, noi de il Moschettiere ci sentiamo in dovere di raccontare una storia che - a nostro parere - ha dell'incredibile: Jeffrey Epstein, classe 1953, è stato trovato morto il 10 agosto di quest'anno al Metropolitan Correctional Centre di New York, lo stesso carcere che ha "ospitato" menti criminali del calibro di Jhon Gotti e di El Chapo. Prima di parlare delle strane circostanze in cui è avvenuto il suicidio, concentriamoci sulla vita di Epstein, un "mostro" cinico e spietato, che farebbe rabbrividire perfino il killer dello Zodiaco o il Mostro di Firenze. Proveniente da una famiglia relativamente umile, Epstein inizia la sua carriera nel settore finanziario presso la Banca d'investimento Bear Stearns, pesantemente coinvolta nella crisi nera dei sub-prime, prestiti ad alto rischio finanziario da parte degli istituti di credito in favore di clienti a forte rischio debitorio, scoppiata alla fine del 2006 negli Stati Uniti per poi diffondersi in vaste aree del Pianeta. Una volta fondata la propria società, la J. Epstein & Co., Epstein intrattiene legami privilegiati con numerosi membri delle élite mondiali: a cominciare da Bill Clinton e Donald Trump, in seguito entrambi Presidenti degli Stati Uniti, se pur in periodi diversi.

Epstein vanta anche l'amicizia di alcune influenti personalità nel mondo dello spettacolo, fra cui il premio Oscar Kevin Spacey e Woody Allen. Ottiene la sua prima condanna per abusi sessuali nel 2008. L'Fbi riuscì ad identificare 36 ragazze di soli 14 anni che erano state molestate. Non esiste alcun margine di dubbio, dal momento che Epstein stesso si è dichiarato colpevole, arrivando a scontare 36 mesi di reclusione. Ma Epstein è stato nuovamente condannato il 6 luglio 2019, con l'accusa federale di traffico di minori in Florida e a New York. Prendendo in esame quanto avete letto finora, potreste tirare rapidamente le somme di una storiaccia di abusi sessuali: si tratta di un ricco che ha molestato delle ragazze, come ne abbiamo imparati a conoscere tanti altri grazie al fenomeno #MeToo, scaturito dalle denunce di diverse attrici, tra cui Asia Argento, nei confronti del produttore cinematografico Harvey Weinstein.

Qui arriva la parte interessante. Infatti, è proprio dopo l'esplosione dello scandalo che emergono scomode verità, spesso con agghiaccianti richiami al passato, delle quali non avremmo mai più voluto sentir parlare. Epstein, oltreché uno stupratore, era anche un teorico dell'eugenetica: l'arte deviata a cui si dedicarono molti scienziati nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale nel tentativo di sintetizzare la razza ariana.

Hitler riteneva che l'uomo perfetto dovesse essere caucasico, biondo con gli occhi azzurri. Ed è proprio questa sua ossessione che lo spinse a designare l'Aktion T4, il Programma nazista di eutanasia, che in Germania prevedeva la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili e da portatori di handicap mentali. Stando a quanto afferma una coraggiosa inchiesta del New York Times, Epstein aveva un ranch nel New Mexico, utilizzato come base per ingravidare quante più donne possibile nel folle tentativo di diffondere il proprio Dna in tutto il mondo. Inoltre, pare che egli avesse consultato alcuni importanti scienziati per condurre ricerche che lo aiutassero a perseguire il suo obiettivo. Proprio come i nazisti. L'ironia vuole che Epstein fosse di origine ebraica.

Le misteriose circostanze della sua morte lasciano spazio a numerosi dubbi. Certo, l'ipotesi più probabile è che si sia trattato di un suicidio, dal momento che - due giorni prima che le guardie lo trovassero impiccato - Epstein aveva redatto un testamento di 21 pagine, lasciando il fratello Mark come unico erede dei suoi beni (577 milioni di dollari, di cui 56 in contanti). I più dubbiosi sostengono, però, che possa essersi trattato di omicidio tenendo conto della dichiarazione rilasciata dal finanziere un anno fa al New York Times: "Sapesse quanto materiale scottante ho su molti potenti...". Il che potrebbe anche essere vero: Epstein era proprietario di ben due isole, descritte da molti come i quartier generali di una vera e propria "Spectre del sesso" ricca di legami con grandi personalità sul piano politico e sociale. È presto per dirlo. Non resta che attendere come si evolverà la faccenda nelle prossime settimane. Noi, comunque, vi terremo aggiornati.