Berliner Mauer - C'era una volta il Muro

di Andrea Modonesi

In fase di demolizione del muro sono state contate circa 205.000 tonnellate di macerie ed è risultato che circa 180.000 di esse fossero di cemento, 15.000 di amianto e il restante fossero metalli e plastiche. Non va sottovalutato anche l'enorme afflusso di turisti provenienti da tutto il mondo che, appena dopo la caduta del muro, accorsero nella capitale per accaparrarsi un pezzo del leggendario muro, magari staccandolo di persona.

Il muro aveva una lunghezza complessiva di 156.4 km, circondava completamente Berlino Ovest e vi erano dislocati numerosi posti di guardia dall'esercito della DDR e della Volkspolizei, la Polizia popolare tedesca; a guardia del muro erano in servizio 11.300 uomini chiamati Vopos che avevano l'ordine di sparare a chiunque tentasse di andare a Ovest.

Interessante sapere che in realtà le lastre di cemento larghe un metro e mezzo ciascuna e pesanti circa 2.750 kg ormai da collezione che si vedono in giro, appartengono alla linea più interna di difesa e sono risalenti solamente al 1975, quando il muro venne quasi completamente ristrutturato.

Il muro era composto principalmente da otto sezioni, per una larghezza da un minimo di 30 metri

ad un massimo di 500 al confine tra Berlino Ovest e Berlino Est.

Dalla sezione più esterna alla più interna si incontravano:

  • un primo muro alto 3-4 metri dipinto di bianco per facilitare l'individuazione dei fuggiaschi
  • una pavimentazione di punte d'acciaio alte circa 14 cm ciascuna per complicare notevolmente l'atteraggio di eventuali trasgressori

  • una recinzione elettronica di circa 114 km collegata ad allarmi silenziosi, affiancata perennemente da circa 500 cani da guardia.

  • una cerchia di torri d'avvistamento e bunker (rispettivamente 186 e 20), nei quali vivevano i soldati obbligati a difendere il muro, per bloccare l'avanzata dei berlinesi dell'Est.
  • un'area detta "striscia di controllo" poiché era composta da ghiaia o sabbia e veniva costantemente rastrellata per identificare eventuali orme di fuggiaschi non avvistati; la zona era affiancata anche da una strada interna ed un immenso filare di lampioni che illuminava il luogo a giorno.
  • una distesa di allarmi e apparati anticarro per evitare l'avanzata di eventuali veicoli.
  • un fossato lungo circa 105.5 km e profondo poco più di un metro
  • un ulteriore muro finale alto circa tre metri e mezzo dall'estremità arrotondata per renderne ancora più difficile la scalata.

Una vera e propria corsa a ostacoli, solo che coloro che la persero non vennero risparmiati dai Vopos. L'ultima ristrutturazione del muro (1975) costò circa 16 milioni di marchi, ovvero all'incirca tre milioni e mezzo di dollari attuali, il calcolo quindi esclude il costo iniziale del 1961 ed il mantenimento delle strutture e dei militari.

I danni dell'impresa sono ancora molto visibili sulla società odierna nonostante siano passati trent'anni. Basti pensare che la disoccupazione nell'Est, che nel 2005 era ancora al 18.7%, oggi è al 6.1%. Nel 2000 il salario medio mensile lordo nella ex DDR era 1970 euro ed oggi è salito a 2800.

Infine il dato più allarmante è il patrimonio medio di una famiglia dell'Est confrontato con una dell'Ovest: nell'ex Berlino americana spesso supera i 90.000 euro, invece nell'ex Berlino Sovietica rasenta i 24.000. Basandoci anche solamente su questi dati non è sorprendente che nell'area dell'ex Berlino Est un elettore su quattro voti per l'AFD, il partito più insostenibile di estrema destra della Germania odierna. Tuttavia appena dopo l'unificazione l'intera Germania si è mobilitata per un efficace rilancio delle imprese e delle strutture dell'Est deturpate da anni di governo Sovietico, infatti sarà ancora in vigore fino al 2021 la cosiddetta Solizuschlag: un'aggiunta del 5.5% sulle tasse già dovute al governo tedesco, che ha già raccolto dalla propria entrata in vigore 2.500 miliardi di euro, devoluti alla rinascita di Berlino Est.