Joe Biden, chi è?

di Donatello D'Andrea

Tra i candidati democratici che cercano di impedire la rielezione di Donald Trump, Biden, dopo questi successi, sembrerebbe essere diventato il favorito. La rimonta ai danni di Bernie Sanders, fino a ieri dato per favorito, ha fatto schizzare al 37% le sue possibilità di trionfare alla convention democratica estiva, dove i delegati sceglieranno il proprio candidato alla Casa Bianca. Nel frattempo le possibilità di Sanders sono scivolate di quasi il 20%.

Nato in Pennsylvania nel 1942, Joe Biden si laureò in Scienze Politiche, specializzandosi in legge a New York. La sua entrata in politica fu precoce, dopo una breve parentesi da avvocato. A 30 anni, nel 1973, diventa senatore federale per il Delaware, una carica che manterrà fino al 2009. Nel corso della sua lunga carriera da senatore, Biden si è specializzato in materie dall'interesse internazionale, divenendo per ben tre volte responsabile della Commissione Esteri. Lui è stato anche presidente della Commissione sulla Giurisdizione del Senato federale e Presidente del Comitato di controllo sul narcotraffico internazionale. Biden ha cercato due volte di diventare candidato presidente: nel 1988, dove venne battuto da Michael Dukakis e nel 2008, quando si ritirò a causa dell'insuccesso nel caucus nello Iowa. Un insuccesso che lo portò a ricoprire la carica di vicepresidente proprio affianco del vincitore delle primarie e delle conseguenti elezioni presidenziali: Barack Obama.

Nonostante la sua storia politica parli per sé, ci sono anche molte ombre nella lunga carriera dell'ex vicepresidente, a partire dall'Ukrainegate e passando per le accuse di sette donne di "contatti fisici inappropriati". Nel primo caso, che pare il più minaccioso a causa delle evidenze riportate da Politico, il redditizio contratto di suo figlio Hunter con l'Ucraina, sarebbe maturato proprio negli anni della presidenza Obama. Inoltre, come ricorda Pat Buchanan su The American Conservative, nel maggio 2016, Joe Biden volò a Kiev per informare il presidente Poroshenko che "il prestito" da un miliardo di dollari era stato approvato dall'amministrazione USA. Lo stanziamento di quel denaro, vitale per lo stato ex sovietico, non era affatto scontato. Affinché l'Ucraina avesse potuto beneficiare del denaro, avrebbe dovuto licenziare un procuratore che stava indagando sulla Burisma Holdings, la più grande compagnia di gas in Ucraina, la quale aveva ingaggiato, manco a farlo apposta, il figlio di Biden, Hunter.

Un rapporto con il Paese dell'Est poco chiaro e che getta delle ombre sul candidato democratico, il quale dalla sua ha un programma a favore delle classi medie "responsabili di aver reso gli Stati Uniti grandi nel mondo". Consapevole della loro sofferenza durante la crisi, Biden ha elaborato un programma a loro favore, tenendosi al passo con i tempi. Inoltre, appare evidente come lo stesso ex vicepresidente stia cercando di strizzare l'occhio agli ambientalisti, attraverso un processo di transizione alla clean-economy, ai sindacati e agli attivisti per i diritti sociali. Infine, per rilanciare l'economia, il candidato ha proposto anche un copioso investimento in infrastrutture.

Fatto sta che, dopo un inizio difficile, Joe Biden è riuscito a battere il favorito in 11 Stati (compreso il South Carolina), soffiandogli il Texas, il Maine e anche il Minnesota, dove era previsto che Sanders vincesse. Il Super Tuesday, secondo la tradizione, è un indicatore molto importante e, dal 1988, ha sempre deciso il futuro delle primarie democratiche. Non tutto è perduto per il senatore del Vermont, il quale resta a galla grazie alla California, però i prossimi appuntamenti non saranno così semplici come era previsto prima del caucus in Iowa.