Intervista a Marco Fumagalli

di Marco Veroni

Intervista a Marco Fumagalli, consigliere comunale e presidente Commissione Turismo Marketing Territoriale Benessere Sport Turismo

Lei è il presidente della commissione che si occupa anche dello sport, qual è il ruolo che questa
commissione occupa all'interno del comune di Milano?

Ci sono tante commissioni, sono legate agli assessori, ci sono 12 assessori per circa 12 commissioni (magari qualcuna in più) ogni assessore si riferisce a una commissione es assessore al lavoro commissione del lavoro; noi siamo il filtro, organo intermedio, tra l'assessorato e il consiglio comunale. In consiglio comunale i consiglieri si rivolgono, fanno domande agli assessori e io come presidente devo mediare le domande.
Il comune di Milano media, non fa qualcosa per il singolo o per la società come succede ad esempio per San Siro, le squadre ci giocano, pagano a noi l'affitto, una parte di questi soldi vengono usati per la manutenzione, un'altra parte va anche alle due società, questo è il modello Milano: noi abbiamo il territorio e gli altri sono in concessione, cioè pagano l'affitto.

In quanto presidente quali sono gli obbiettivi che intende raggiungere?

Non mi pongo particolari obbiettivi, faccio il presidente per cercare di valorizzare lo sport di Milano affinché poi i consiglieri che rappresentano i cittadini possano dire ai cittadini cosa sta succedendo.
Noi ci occupiamo di presentare le realtà dello sport a Milano: Milano non è solo calcio, c'è la pallavolo, la pallacanestro, il judo e molti altri sport; a Milano sono presenti associazioni che permettono di praticare sport ai disabili, molte associazioni dilettantistiche che sopravvivono solo grazie all'iscrizione dei bambini e dei ragazzi, Milano dà dei contributi anche importanti per far sopravvivere queste associazioni che hanno sempre più bisogno.

Questa commissione cosa intende fare per attrarre i giovani allo sport?

Come dicevo prima il comune di Milano media; noi ci riferiamo ai giovani attraverso soprattutto le società dilettantistiche che si occupano di bambini e giovani il comune cerca attraverso finanziamenti di aiutare queste attività, attività che sono sempre verso la società, non per il singolo giovane in particolare.

Passando al capitolo olimpiadi, nel 2026 le città di Milano e Cortina ospiteranno le olimpiadi
invernali, com'è nata l'idea di questa candidatura? E qual è stato il momento in cui ha intuito
che c'erano serie possibilità di vittoria?

È nata in periodo di festa per la città di Milano, Milano è una città internazionale in grande crescita, le olimpiadi potrebbero essere un ulteriore momento di crescita sotto il punto di vista economico e sportivo.
Molti sono stati gli attori protagonisti, sicuramente il nostro sindaco che ci ha sempre creduto, ma anche il presidente del CONI Malagò, il presidente della regione; ma in generale tutto il consiglio comunale, a differenza di quello di Torino per esempio.

Proprio a proposito di Torino, cos'è che ha portato l'uscita di quest'ultima dal progetto
finale?

I cinque stelle del consiglio comunale di Torino, erano contrari, e questo ha fatto sì che noi ci accordassimo con Cortina; questo è il modo di pensare dei cinque stelle: sono sempre stati conservatori riguardo ai grandi eventi, lo stesso accadde anche quando si parlava delle Olimpiadi a Roma. 

Secondo lei quali sono stati i punti di forza che hanno maggiormente convinto il CIO di
Losanna?

Per prima cosa, qui a Milano sia la regione sia l'85% della popolazione era favorevole all'olimpiade a differenza di Stoccolma, e questo ha sicuramente condizionato, noi poi siamo un paese strano: spesso divisi ma quando ci uniamo siamo imbattibili, e in questo caso sinistra e destra si sono unite, e questa è una delle cose più belle dell'Olimpiade.
E poi altri due elementi sono stati decisivi: le esperienze già avute dai mondiali e dalle olimpiadi
passati e la città di Milano dopo l'esperienza di EXPO; i paesaggi, la Valtellina e altre bellissime valli, inoltre venire a sciare qui in Valtellina o a Cortina è un sogno per molti sciatori; senza contare il fatto che siamo più avanti rispetto alle altre città in Italia e i problemi in Svezia: sono un paese triste, a Febbraio alle 3 di pomeriggio diventa buio e c'era poi un problema coi trasporti, là le olimpiadi sarebbero state divise tra Stoccolma e Vilnius con quindi diverse ore di volo di distanza, a cui andava poi ad aggiungersi il freddo.

Arrivando alla questione stadio: c'è realmente la necessità di abbandonare l'attuale stadio
Meazza?

La scelta è stata delle due società che sono state molto chiare: abbattere S. Siro e costruire nello stesso punto un nuovo stadio che comprenda enormi centro commerciali, un progetto non solo sportivo ma anche industriale. Milano ora è divisa molti: non vorrebbero abbatterlo perché ormai è un simbolo ci sono però problemi come quello del terzo anello che è pericolante.
Ora la questione passa in consiglio comunale dove verranno dei rappresentanti di Milan e Inter a spiegarci i loro progetti, il mio ruolo sarà quello di capire quale sia il progetto. Qui in consiglio ci sono moti critici sia a sinistra che a destra, critiche riguardanti l'enorme quantità di materiale e detriti che potrebbero crearsi, e quanto il comune andrebbe a perderci in quanto proprietario dei terreni.
Per il comune, se Milan e Inter trovassero una soluzione diversa come ad esempi Sesto San Giovanni, ad oggi (24 luglio) sarebbe un problema perché lo stadio rimarrebbe come un fantasma.

Ad oggi, Milan e Inter hanno già pubblicato un primo progetto di stadio. Com'è stato valutato?

Il primo progetto è stato ritenuto negativo, molti consiglieri erano perplessi, la giunta che è fatta dagli assessori valuterà e verrà fatta una valutazione ma ad oggi, non la vedo bene per Milan e inter.
Perché sia a destra che a sinistra ci sono stati voti negativi, da parte mia non lo abbatterei mai soprattutto se il motivo è puramente economico.
Il sindaco Sala ha dichiarato: "San Siro sarà la sede della cerimonia d'apertura dei Giochi 2026". Questo implica che di un eventuale nuovo stadio si parlerà a giochi conclusi?
Questa è un ipotesi molto probabile, perché non credo si riuscirà a finire la costruzione in 5 anni, ma anche perché queste sono parole del sindaco date come una promessa al CIO, e di solito, quando il sindaco dà la sua parola, difficilmente se la rimangia.

Conosciamo benissimo il valore simbolico ed affettivo che San Siro rappresenta per i tifosi di Milan e Inter. C'è qualche possibilità che esso non venga abbattuto ma destinato ad altri scopi?

È una possibilità ma servirebbe rinunciare all'affitto il quale però è necessario e garantisce molti soldi che altrimenti sarebbero difficili da incassare. Alcune ipotesi sono quelle di farci giocare l'Atalanta o il rugby che soprattutto nelle partite di Champions porta molti soldi; si potrebbe ampliare lo spazio per i concerti, ma il problema rimane sempre il 3° anello che non è sicuro. Sarebbe fondamentale trovare una società che organizzasse eventi, come ora accade con M-I STADIO, la società che attualmente gestisce lo stadio.