La scuola non è un optional, ma un diritto

di Lorenzo Gioli

La riapertura delle scuole, prevista come tutti gli anni per metà settembre, non rientra nei poteri decisionali del premier Conte o del comitato-tecnico-scientifico. Tornare a scuola non è una concessione agli studenti, un gesto caritatevole, una piccola ricompensa dataci dal governo per aver sopportato diligentemente il lockdown, no, la scuola è un diritto inalienabile garantito dalla Costituzione italiana. Al governo spettano semmai le linee guida da seguire all'interno dei vari istituti, i comportamenti da tenere nel caso in cui uno o più alunni siano positivi al Covid-19. Ma l'apertura stessa delle scuole non può più essere né rinviata né compromessa dai moniti minacciosi provenienti dai piani alti: "Aiutateci a tenere sotto controllo il contagio - ha detto il ministro della Salute rivolgendosi ai giovani - Tra meno di un mese dobbiamo riaprire scuole e università in sicurezza. E non possiamo sbagliare. Non c'è un finale già scritto in questa partita, dipende dai nostri comportamenti e tutti, a cominciare dai ragazzi, dobbiamo esserne consapevoli". Da qui anche la recente decisione di chiudere le discoteche.

Eh già, pare proprio che gli allarmisti di maniera, dopo un brevissimo periodo di calma, siano tornati a spargere terrore usando come spauracchio il lieve aumento dei contagi registrato negli ultimi giorni. Per fare un po' di chiarezza, vediamo i numeri di oggi nel nostro Paese: 403 casi e cinque morti su quasi 70 milioni di italiani. I malati in terapia intensiva di questi giorni oscillano fra i 40 e i 60. Numeri che non fanno certo pensare allo scenario apocalittico descrittoci dal "giornale unico del virus".

Meglio prevenire che curare, diranno a Palazzo Chigi. In base a questa folle logica, di fronte alle circa 600 persone al giorno che muoiono per problemi cardiologici, dovremmo tenere gli anziani incatenati a un letto o a una poltrona per evitare ogni forma di movimento. Così molto probabilmente gli infarti diminuirebbero. Stando a ricerche autorevolissime, se assunti in dosi eccessive gli zuccheri raffinati possono portare al diabete. Per diminuire i rischi dovremmo mettere al bando i dolciumi rimuovendoli dai banchi dei supermarket e sanzionando chi li distribuisce. È forse questo il futuro a cui andiamo incontro? È questa l'Italia Pd-5S?

"Il 95 per cento dei contagiati - spiega Massimo Clementi in un'intervista al Quotidiano Nazionale - è asintomatico". Al di là di questo dato tanto inconfutabile quanto rassicurante sul piano sanitario, gli italiani dovrebbero trascorrere una vita normale sapendo di poter essere curati. Da febbraio ad oggi i posti in terapia intensiva sono triplicati in tutto il Paese. Se il governo desidera continuare a percorrere la strada della prudenza, faccia una bella spending review (se ne parla ormai da vent'anni) e investa il ricavato nella creazione di nuovi tamponi per individuare eventuali focolai. Non so cosa accadrà a settembre ma, se malauguratamente le scuole non riaprissero, non sarebbe colpa né dei giovani né di altri capri espiatori, ma di un governo totalmente inadeguato.