Il cambiamento climatico sta danneggiando l'Italia?

di Federico Portunato

Si sente spesso parlare di ecologia, surriscaldamento globale, cambiamenti climatici e quant'altro, ma quali sono i danni che l'Italia sta subendo nella sua quotidianità? Il surriscaldamento globale ha destabilizzato il clima generando prolungati periodi di siccità e periodi di piogge intense e continue.

La Siccità

Il 2018 è stato l'anno più caldo in Italia dal 1800, 1.53 gradi in più della media, con forti conseguenze sul territorio: durante la scorsa estate i quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Arno e Tevere) hanno registrato una riduzione complessiva del 39% delle portate medie annue rispetto al trentennio 1981-2010; il lago di Bracciano ha registrato un abbassamento di 160 centimetri, mentre a Roma è caduto l'82% di pioggia in meno.

Questo inverno le precipitazioni sono calate del 30%, con circa 15 miliardi di metri cubi d'acqua in meno rispetto alla media stagionale, una situazione che prospetta un anno di siccità grave come quella del 2017, costata 2 miliardi alle imprese agricole italiane.

A marzo di quest'anno la mancanza d'acqua era visibile anche nei grandi laghi italiani che avevano percentuali di riempimento che vanno dall'11% del lago di Como al 16% dell'Iseo fino al 33% del Maggiore; mentre il fiume Po registrava un livello idrometrico minore di 2,73 metri (al Ponte della Becca) ed invece il Ticino (a Vigevano) di 1,05 metri.

Le alluvioni

Diminuiscono i giorni di pioggia consecutivi, ma d'altra parte aumentano tempeste e nubifragi giornalieri.

Per esempio, il 21 giugno (venerdì) Torino è stata colpita da pioggia e grandine, che hanno causato allagamenti nelle strade, caduta di alberi e la chiusura di due stazioni della metropolitana. 23 i casi di stop alle infrastrutture lo scorso anno per fenomeni meteorologici.

La situazione diventa allarmante considerando che, secondo i dati dell'ISPRA, il 91,1% dei comuni italiani sorge in un'area di notevole rischio di dissesto idrogeologico e che circa il 3,5% della popolazione italiana abita in zone soggette a pericolo alluvioni mentre il 2,2% vive in aree a rischio frane. È questo il motivo per cui dal 2010 ad oggi ben 45 mila persone sono state evacuate a causa di tali eventi.

Complessivamente nell'ultimo decennio, riporta Legambiente, vi sono stati 140 allagamenti e 189 vittime, e di questi ben 66 allagamenti (quasi la metà del totale) e 32 vittime solo nel corso del 2018.

Gravi danni all'agricoltura

Tutti questi eventi, quali l'innalzamento delle temperature, i periodi di siccità, le anomale piogge violente, l'esondazione dei fiumi e le inaspettate gelate primaverili, stanno danneggiando l'agricoltura italiana. Il settore agricolo è infatti quello maggiormente penalizzato dal clima: la Coldiretti stima 14 miliardi di danni negli ultimi dieci anni a causa di eventi atmosferici, di cui un miliardo e mezzo nel 2018. Ad esempio, a causa dell'innalzamento delle temperature medie in Trentino i viticoltori si sono trovati costretti a spostare sempre più in quota i vigneti poiché le piante risentono del caldo eccessivo.

Conclusione

Nell'attesa che vengano prese delle iniziative a livello mondiale per risolvere il surriscaldamento climatico siamo ormai obbligati a prendere delle iniziative a livello nazionale che hanno dei costi altissimi: innanzitutto affrontare le emergenze (alluvioni, frane ed altri eventi estremi) ed organizzarci per agire tempestivamente; e in secondo luogo adattare e trasformare i comparti produttivi in conseguenza ai cambiamenti che affliggono il Paese come ad esempio lo spostamento degli areali di coltivazione di prodotti quali il grano, la vite e l'ulivo.