Gli Italiani vogliono solo risposte

di Lorenzo Gioli

Stando al 53° rapporto Censis, uscito il 6 dicembre, il 76% degli Italiani non ha fiducia nei partiti e il 48% desidera "un uomo forte al potere che non debba preoccuparsi di Parlamento o elezioni". Molti identificano l'uomo solo al comando con la persona di Matteo Salvini, tenendo anche conto della sua frase infelice sui "pieni poteri", pronunciata ad agosto in piena crisi di governo. Una chiave di lettura che non condivido sotto molti punti di vista. Infatti, credo che queste statistiche ci dicano qualcosa di più. Qualcosa che non può essere ascritto a una sola parte politica, ma a un malessere collettivo che deve essere compreso, non demonizzato: il 48% degli Italiani va ben oltre la percentuale che i sondaggi attribuiscono al leader della Lega (34%). Dunque, non faccio fatica a credere che anche molti elettori di M5S, Pd e Italia Viva rientrino in quella percentuale. Non era forse l'Elevato Grillo a voler "aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno" e a dichiarare obsoleta la democrazia rappresentativa? Non era forse il Rottamatore Renzi ad avere intenzione di sbarazzarsi dell'intera classe dirigente Dem e ad avere indetto un referendum su abolizione del Senato e riduzione del numero dei parlamentari per dare maggior potere al governo in carica?

C'è poi un altro aspetto che dovremmo tenere presente: siamo realmente sicuri che la richiesta dell'uomo forte non sia il sintomo del fallimento di una classe politica che ha rifiutato per anni di assumersi alcun tipo di responsabilità, che ha scelto sistematicamente di non fare nulla per accontentare tutti con il paradossale risultato di non accontentare nessuno? Può il nostro Paese andare avanti con una burocrazia come la nostra, con un codice civile che conta 1187 pagine (1187!), con una pressione fiscale insostenibile che ha indebolito enormemente il ceto medio? Certo, la risposta a questi problemi non può essere un uomo solo al comando, un Duce in doppiopetto con le labbra da papero, sia egli di destra o di sinistra non importa perché, come la storia c'insegna, i tiranni si somigliano tutti.

In conclusione, credo che i risultati di questo sondaggio - per quanto significativi e quindi degni di nota - non debbano essere presi alla lettera. Quante volte è capitato di dire anche a noi classicisti, a noi liceali, a noi ragazzi di buona famiglia, a noi professori, a noi dirigenti d'azienda, a noi establishment: qui ci vorrebbe uno pane al pane e vino al vino che facesse un po' d'ordine senza andare troppo per il sottile? Ciò non significa che, alla prova dei fatti, il 48% degli Italiani approverebbe l'avvento di un regime dittatoriale.

I cittadini denigrati in queste ore da molti capi-partito non sono rivoluzionari bolscevichi né tantomeno camicie nere. Sono persone a cui la politica non ha saputo dare risposte chiare. Occhio, quindi, alle generalizzazioni: esse fanno da fonte battesimale a tutte le tirannie.