Federico Lobuono: "Ai giovani serve essere presi più sul serio"

di Francesco Michelini

Come ci si sente ad essere inseriti dal "The Post internazionale" nella lista dei 20 giovani più promettenti di Italia?

Sono stato molto contento ed è stato gratificante, però non è di sicuro questo a fare la differenza.

Federico Lobuono, classe 2000, studente blogger e storyteller, è il fondatore di due start up nel mondo dell'editoria e della comunicazione e di "Pischelli in Cammino". Nel 2019 è stato selezionato dal "The post internazionale" tra i 20 giovani più promettenti di Italia.

Con quali iniziative e in che modo si può provare a far avvicinare i giovani alla Politica?

Pischelli in Cammino ha proprio questo obiettivo: avvicinare i giovani alla politica. In realtà, per quanto riguarda la mia esperienza soprattutto sui social, non è vero che i giovani non si interessino alla politica o non partecipino. Ma molti, pur dandosi da fare, spesso riscontrano un senso di vergogna, imbarazzo e paura. La verità è che per provare a coinvolgere il più possibile i ragazzi su temi politici bisogna parlare in maniera differente. Sono convinto si debba usare un altro tipo di comunicazione. Altro aspetto da non sottovalutare è quello vivere i luoghi frequentati dai ragazzi. L'idea del circolo di partito è un modo di far politica vecchio, con cui è difficile coinvolgere la nostra generazione. Un modo più creativo e diverso di fare gruppo può portare alla fine a parlare di argomenti di attualità. Bisogna anche fare attenzione al modo in cui si dicono le cose e si espongono le posizioni politiche. Non si deve presentare un argomento ad un disinteressato dicendo cosa è giusto o sbagliato, o cosa è bene o male. Così non si riuscirà mai a creare dell'interesse. Vanno presentate delle alternative che poi vengono selezionate. In questo modo si incentiva il giovane a partecipare e a esprimere la propria opinione. Altro aspetto, che ha determinato il successo di Pischelli in Cammino, è la possibilità di mettersi in gioco in prima posizione. Non abbiamo una gerarchia ma ad ognuno è concessa la piena libertà di intraprendere iniziative di propria spontanea volontà senza chiedere particolari permessi. Questa struttura fluida permette ad ognuno di far sentire la propria voce.

Da cosa è comunque dovuto un disinteresse alla Politica che continua a riscontarsi in buona parte dei giovani?

Penso sia dovuto ad un sentimento di delusione nei confronti della classe politica precedente, delusione che ha afflitto i nostri genitori e che dunque che ci è stata tramandata e lasciata in eredità.

Pensi che recentemente la Politica abbia un po' abbandonato i giovani?

Sicuramente per le nuove generazioni si sta facendo veramente poco. Bisogna intervenire in più campi, soprattutto economici e strutturali. Non solo dando la possibilità ai giovani di votare all'età di 16 anni ,che, pur trovandomi d'accordo, sembra più uno spot che una seria riforma a favore dei giovani. Servono soprattutto dei contratti di lavoro dignitosi. Serve dare loro la possibilità di fare carriera, di essere presi sul serio, di avere qualche garanzia. E' molto difficile purtroppo essere presi sul serio se si è giovani in Italia e questo dà al nostro Paese un'immagine per vecchi, in cui anche chi è molto in gamba è limitato nella possibilità di diventare protagonista a causa dell'età. Questo è un problema che va affrontato.

Una riforma scolastica che faresti?

Partendo dal presupposto che ho una stima infinita per il nostro sistema scolastico, sicuramente superiore a quello di tanti altri paesi, quello che secondo me andrebbe fatto è adattare maggiormente i programmi scolastici a temi di attualità. Parlare di economia o di diritto è utile anche perché alla fine primo o poi ci ritroveremo tutti a trattare di questi argomenti nella nostra vita quotidiana.

Come vedi Italia Viva?

Parlo da iscritto e da militante perché non ricopro alcuna carica in Italia Viva, né l'ho mai ricoperta nel Partito Democratico. E' un partito interessante e destinato ad essere influente nel panorama politico Italiano. Italia Viva si è data tre obiettivi: essere innovativi, giovani e femministi. Mentre sul femminismo si è costruita e si ha già una forte base di militanza, sugli altri due punti c'è ancora da lavorare.

Vedremo mai Italia Viva insieme a Forza Italia, magari con una parte più progressista rappresentata da Mara Carfagna?

A me personalmente piacerebbe, e non ci vedrei nulla di male in un'unione con la parte più progressista di Forza Italia della Carfagna, per altro idea partita da lei stessa. Se c'è qualcuno che condivide le nostre idee, allora non vedo il motivo per cui non condividerle insieme. Può essere solo positivo, secondo me.

Un tuo giudizio sul Governo Giallo-Rosso?

Non è mai stato un governo da me particolarmente apprezzato, e a dire il vero nemmeno quello che speravo. E' nato per la necessità di evitare un po' di problemi soprattutto economici. Detto ciò, ritengo che abbia tutte le carte in regola per continuare a sopravvivere. Sicuramente quello di arrivare all'elezione del Presidente della Repubblica è uno degli unici obiettivi sensati.

Sarà Renzi a farlo cadere?

Non credo che Renzi lo voglia far cadere. Anzi, parlando da esterno, paradossalmente non penso nemmeno gli convenga. Italia Viva ha bisogno ancora di strutturarsi e, nonostante abbia grandi potenzialità, deve avere il tempo e la possibilità di radicarsi. Dunque penso che sia negli interessi di Matteo Renzi e di Italia Viva rimanere ancora con questo governo per un po'.

Cosa vuol dire essere un giovane imprenditore nell'Italia di oggi?

Fare impresa in Italia è davvero complicato. Bisogna avere molto coraggio e soprattutto molta energia. Bisogna saper rischiare e forse la mia età, soprattutto da un punto di vista economico, è quella più adatta per questo tipo di attività. Quello che è di sicuro importante è abbandonare nel 2019 l'idea di fare lo stesso lavoro per tutta la vita.

Un cnsiglio che daresti ai tuoi coetanei e a quelli ancora più giovani di te?

Quello che mi sento di dire è: provateci. Non bisogna per forza sapere subito cosa fare nella vita; però il consiglio che do è di cercare di capire i settori in cui vi piacerebbe operare, in modo da avere poi sempre una serie di opzioni e di piani di "riserva". L'altro consiglio è quello di vivere il maggior numero di esperienze possibili. Sono dell'idea che ci sia sempre da imparare e che si possa imparare da chiunque. Da chiunque abbia qualcosa da insegnare.