Quando andammo sulla Luna (visto dallo Smithsonian...)

di Andrea Modonesi

La missione Apollo 11 compì ciò che l'America aveva promesso e fece comprendere al mondo la superiorità degli U.S.A. sull'U.R.S.S, ponendo fine all'interminabile corsa allo spazio disputata per anni fra i due Paesi nel tempo della Guerra Fredda. La missione partì il 16 luglio 1969 alle ore 13:32 dal Kennedy Space Center con il lancio del Saturn V, un razzo multistadio non riutilizzabile alto circa 111 m e largo 10 m, costruito appositamente nel luogo del lancio. Il controllo della missione venne trasferito al Johnson Space Center di Houston (Texas) non appena il razzo lasciò la rampa di lancio.Il tragitto durò circa quattro giorni e terminò alle 20:17 (ora italiana) con l'allunaggio del modulo lunare con a bordo Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Armstrong scese alle 2:56, Aldrin solo diciotto minuti dopo. La missione si concluse altri quattro giorni dopo in seguito al ricongiungimento del modello lunare con il modulo di comando, dove era rimasto Michael Collins. La missione terminò con l'ammaraggio della cabina di comando nel Pacifico.Il giorno del cinquantesimo a Washington metà delle persone presenti portava sui propri indumenti il logo della NASA e l'altra metà, scherzosamente, disegni di Star Wars. In onore della celebrazione il museo è rimasto aperto fino alle due di notte. Qui si può vedere esposta ancora per diversi mesi la tuta spaziale di Neil Armstrong, anche se bisogna affrontare inevitabilmente una lunga coda. All'esterno, durante il pomeriggio, erano esposti appena davanti allo Smithsonian tantissimi stand della NASA che distribuivano una quantità enorme di gadget tra cui molti stickers e poster commemorativi. La Lego inoltre è riuscita a far comparire fra le braccia di almeno un visitatore su quattro una scatola con il proprio logo (c'erano di quei modelli lunari o miniature del Saturn incredibilmente invitanti). Deludente è stato il fatto che nel museo più di una grande stanza fosse chiusa, il che ha ulteriormente reso difficile la visita per il grande afflusso di gente. Non è stato nemmeno gradito l'evento pensato all'interno del museo per il countdown: un piede fatto di palloncini è stato calato dal soffitto alle 22:56 (ora americana della prima camminata lunare) senza alcun tipo di audio da Houston o suono di sottofondo. L'afflusso di gente è stato tale che non è stato possibile più alcun controllo ed all'interno del museo si stava uno attaccato all'altro, per fortuna nulla è andato storto.

Nella foto: lo Smithsonian Institution Museum in Washington D.C., dove si è svolta la commemorazione.

Fuori dal museo invece è stato allestito uno spettacolo con mega schermi a lato del Washington memorial. Ha avuto particolarmente successo l'idea dell'organizzazione dello show: mentre sull'obelisco erano proiettati il razzo e le fasi della spedizione, sui megaschermi a lato si poteva vedere un documentario riguardante il viaggio del Saturn V (il razzo che portò sulla Luna l'uomo con la missione Apollo 11). Lo spiazzo anteriore era ovviamente colmo di gente. Molto forte anche l'emozione della proiezione sull'obelisco, che rimane sempre incredibile: dopo un discorso di Kennedy a pieno volume si passa al viaggio del Saturn fino alla Luna e la proiezione finisce con il tuffo della cabina di comando nel Pacifico. Quella sera era persino previsto il passaggio della ISS, sopra le nostre teste, ma purtroppo era una giornata abbastanza nuvolosa. Anche se sarebbe stato meglio prestare più attenzione a certi particolari nell'organizzazione degli eventi, comunque lo Smithsonian è riuscito a raggiungere il proprio obbiettivo: ricordare l'impresa americana e dare speranza nelle prossime conquista della ancora giovane impresa spaziale. 

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