La quarantena per noi

Di Martina Pipia e Lucia Zoletto

Da ormai quattro settimane tutti noi siamo obbligati a rimanere chiusi in casa. Ciascuno di noi, però, sta affrontando la quarantena diversamente: chi sgarra ripetutamente e continua ad uscire, chi invece con l'annuncio della zona rossa estesa in Lombardia si è rifugiato al sud e non solo, e infine chi non è ancora uscito di casa, se non per fare la spesa.

Confrontandoci fra amici ci siamo accorti che, anche fra di noi c'erano molte differenze nell'approccio a questo periodo difficile, abbiamo per questo deciso di raccontarvi le nostre personali esperienze, a loro volta molto diverse.

Io sono Lucia ed è dal 9 marzo che non esco di casa, se non per fare ginnastica sul balcone. Vivo nella mia casa a Milano con mio fratello e i miei genitori; non posso ritenermi sfortunata poiché ognuno di noi ha una camera dove poter studiare o lavorare senza essere disturbato. La convivenza infatti tra di noi non è troppo pesante anche se a volte perdiamo la pazienza causando momenti di tensione.

Inizialmente ho vissuto questa quarantena positivamente perché sono riuscita a fare tutto ciò che nei mesi scorsi avevo rimandato (per esempio mettere in ordine l'armadio), mentre, adesso, siccome ho "esaurito" le attività da fare, tendo ad annoiarmi di più, allora riempio i miei pomeriggi guardando serie, leggendo, o suonando il pianoforte.

Inoltre gran parte dei pomeriggi li passo facendo videochiamate con i miei amici: questo mi ha portata a conoscere meglio molti di loro e credo che sia un lato positivo della quarantena poiché ho la possibilità di passare più tempo con loro.

Io sono Martina e sto vivendo in montagna dal 24 di febbraio con le mie due sorelle, le mie tre cugine e i miei due nonni. La casa è talmente piccola che nessuno di noi riesce ad avere uno spazio fisso tutto per sé. La convivenza infatti è per certi versi divertente poiché avendo tutte età simili si riesce ad andare d'accordo divertendosi, ma, per altri, abbastanza pesante perché non si riesce ad avere una propria privacy, in casa c'è spesso molto rumore e soprattutto per entrare nel solo bagno presente bisogna spesso fare una lunga coda. Le uniche volte che usciamo sono per buttare la spazzatura, per fare ginnastica tutte insieme in giardino e, se il tempo lo permette, ci concediamo di pranzare fuori.

Durante il giorno non mi annoio quasi mai: faccio i compiti, faccio delle sfide che lancia il mio gruppo scout, aiuto in casa e, nei rari momenti liberi in cui mi annoio, provo ad immaginare cosa mi piacerebbe fare una volta tornata a Milano con i miei amici.

Anche se riteniamo giusta questa quarantena entrambe non vediamo l'ora di tornare alla nostra routine giornaliera e soprattutto ci siamo rese conto di quanto anche la quotidianità, nonostante a volte sia dura e stancante, ci renda felici.