Un po' di rispetto

di Lorenzo Gioli

Oltreché ai medici e agli infermieri, il mio pensiero va anche all'atro 99,9% della popolazione costretto a casa, imprigionato nella propria abitazione senza avere la possibilità di uscire, di avere rapporti umani, di vedere amici e parenti. Forse è il primo momento della storia in cui tutti ci sentiamo soli. Una solitudine di massa che coinvolge ogni persona: vecchi e giovani, donne e uomini. Non esistono divisioni, classifiche, cittadini di serie A o di serie B. La differenza rispetto al passato è che se in altre situazioni di difficoltà, come le guerre, gli uomini possono consolarsi, abbracciarsi, farsi forza l'un l'latro, di fronte al Covid-19 questo elemento di fratellanza svanisce. Certo, esistono i contatti virtuali ma non sono la stessa cosa. L'inno di Mameli cantato dai balconi e gli applausi che risuonano nelle strade non hanno nulla di patriottico come qualcuno vuol far credere. Sono semplicemente dettati dalla volontà di sdrammatizzare, dicendo che tutto andrà bene anche se non si conosce minimamente ciò che accadrà. Il ritratto della nostra Nazione non è quello di una Patria battagliera che sfida coraggiosamente la morte. Credo che somigli più a uno specchio frantumato o ai tasselli di un puzzle sparsi sul pavimento.

Parlare di Patria in questi giorni è improprio. Penso che allo stato attuale delle cose non esistano nazioni. Solo silenziosi deserti di cemento costellati di case in cui ciascuno di noi cova la propria solitudine sperando di tornare presto a una vita normale. Ciononostante, alcuni fanno dell'ironia. Il Presidente campano De Luca si duole di non poter usare i metodi cinesi arrivando ad invocare, sia pur ironicamente, lanciafiamme e fucilazioni per chi trasgredisce le regole. A questi novelli Tex Willer dico: non prendeteci in giro, non trattate questi arresti domiciliari con leggerezza. Sanzionate chi viola le leggi, certo, ma non fate avanspettacolo, non rendetevi ridicoli ed esprimetevi con eleganza e galateo istituzionale. Questo chiediamo: che la frustrazione di non poter vedere i nostri cari non sia ridicolizzata con toni clowneschi. Sì al rispetto delle regole, ma anche dei singoli.