Keep Calm and Carry on

di Lorenzo Gioli

Il Covid-19 non è un'emergenza. O meglio, non lo sarebbe se il nostro fosse un Paese normale, dotato di un sistema sanitario funzionante e in grado di assistere coloro che contraggono il virus in maniera violenta, presentando complicazioni come la polmonite. Anni e anni di tagli alla sanità hanno portato alla situazione di crisi che stiamo vivendo nelle ultime settimane. Tempo fa ho scritto un articolo per denunciare il mancato ascolto del premier Conte ai governatori del Nord che, col senno di poi assai ragionevolmente, chiedevano due settimane di quarantena ai bambini appena tornati dalla Cina. Non mi si può quindi accusare di prendere sotto gamba il problema che stiamo affrontando. Detto questo, la totale chiusura dei negozi - salvo supermercati e farmacie - rischierà di portarci alla stessa situazione economica di tredici anni fa, quando la grande recessione scoppiò negli Stati Uniti per poi diffondersi in tutta Europa. Con questo non voglio sminuire l'importanza di ciascuna vita umana che lo Stato ha il dovere di tutelare. Ciononostante, ignorare gli aspetti economici della quarantena è semplicemente folle.

La gestione di quest'emergenza è stata fallimentare fin dall'inizio. La comunicazione alla Grande Fratello del governo, in cui non possiamo non riconoscere il tocco di Rocco Casalino, non ha fatto altro che alimentare la paura, spingendo centinaia di meridionali ad abbandonare in piena notte il Nord-Italia per tornare nel Mezzogiorno. A suscitare inquietudine sono state anche le recenti dichiarazioni del premier Conte che, in un'intervista a Repubblica, ha addirittura paragonato ciò che stiamo vivendo all'ora più buia di churchilliana memoria, quando gli aerei tedeschi bombardavano l'Europa seminando morte e distruzione. Con ben altra eleganza si è comportato Boris Johnson adottando un approccio molto più pragmatico e ponderato rispetto a paesi come Italia e Spagna. Del resto, si sa, quello di Boris è il popolo di Dankerque che con "sangue, lacrime e sudore" è stato in grado di sconfiggere Hitler. Senza arrivare a tanto, l'Italia necessiterebbe di tutt'altre misure rispetto a quelle finora adottate: da un lato quarantena limitata esclusivamente agli anziani, la fascia più a rischio della popolazione, cui portare farmaci e beni di prima necessità a casa, magari con l'aiuto della Protezione Civile; dall'altro maggiori finanziamenti al sistema sanitario nazionale. E non è vero, come si ostina ad affermare il governo, che i soldi non ci sono. Si potrebbe iniziare dando una spuntatina a Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

L'unica buona notizia, almeno per ora, è l'imminente costruzione di un nuovo ospedale nei padiglioni dismessi della Fiera di Milano. Ma non basta: un Paese serio non dovrebbe scegliere fra la salute dei cittadini e il loro benessere economico. Dovrebbe preservare entrambi. Per farlo servono soldi (e ci sono), ma anche calma e sangue freddo. Elementi di cui l'attuale esecutivo pare sprovvisto. Non mi resta dunque che rivolgere un appello ai cittadini e in particolar modo ai nostri lettori: Keep calm and Carry on!