Elezioni Regionali 2020

di Vittorio P., redattore del Moschettiere

Quest'anno oltre alle elezioni europee, si sono svolte cinque elezioni regionali in Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Piemonte e Umbria. In ognuna di queste regioni ha vinto la coalizione di centro-destra in modo netto superando gli avversari di almeno 10% in ogni elezione, il risultato più eclatante è avvenuto in Umbria dove Donatella Tesei ha battuto il proprio avversario Vincenzo Bianconi, sostenuto da centro-sinistra e M5S, con uno scarto del 20%.

L'anno prossimo dovranno recarsi alle urne i cittadini di altre otto regioni: Emilia Romagna, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto. Solo in Emilia Romagna e in Calabria è stata già fissata la data, in entrambe le regioni si terranno il 26 gennaio, mentre tutte le altre dovrebbero svolgersi a maggio o a giugno. Dopo il risultato disastroso in Umbria, dove il Movimento 5 Stelle era alleato con il centro-sinistra, il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha affermato che il Movimento non avrebbe ripetuto l'alleanza in altre regioni; perciò, escludendo ripensamenti, il M5S dovrebbe candidarsi da solo senza possibilità di vincere in nessuna delle otto regioni.

Secondo i sondaggi in diverse regioni c'è una situazione di equilibrio, l'unico risultato quasi certo è in Veneto dove quasi sicuramente verrà confermato il governatore leghista Luca Zaia. In Emilia Romagna la candidata leghista Borgonzoni ed il candidato di centro-sinistra sono dati entrambi al 44% circa mentre i 5S solo al 8%, in tutte le altre regioni la situazione è simile, anche se in quelle meridionali il M5S possiede un consenso maggiore, che comunque non permette di avere reali possibilità di vincere, in Liguria e nelle Marche il centro-destra è dato in lieve vantaggio. Nel centro-destra i candidati in Campania, e Calabria saranno scelti da Forza Italia, in Emilia Romagna e Toscana dalla Lega, nelle Marche e in Puglia da Fratelli d'Italia mentre nelle uniche due regioni che erano già governate dalla coalizione verranno confermati Toti e Zaia.

Tuttavia se il capo politico del Movimento non dovesse rispettare ciò che ha detto dopo la sconfitta in Umbria, la grande coalizione che comprende il centro-sinistra e il M5S vincerebbe con probabilità in tutte le regioni eccetto Veneto e Liguria.

L'esito di queste elezioni è molto importante, non solo per le regioni stesse, ma anche per la vita del governo che nel caso di più di una sconfitta potrebbe cambiare alcune delle proprie politiche, per esempio sull'immigrazione riducendo gli sbarchi o eliminando la nuova tassa sulla plastica che secondo i sondaggi pesa sul consenso dell'esecutivo. Se queste sconfitte fossero particolarmente gravi il governo potrebbe addirittura entrare in crisi e cadere.