Un novantenne dagli occhi di ghiaccio

06.06.2020

 di Pietro Saccomani, redattore del Moschettiere

E' inutile girarci intorno, nel cinema di oggi ormai si contano sempre meno idoli. Non intendo che ci sia stato un crollo del numero di bravi attori presenti nel panorama cinematografico, tutt'altro. Innumerevoli e maiuscole interpretazioni nel corso degli ultimi vent'anni ci hanno assicurato che il cinema sia più forte e prosperoso che mai. Quello che manca alle nostre generazioni, forse perché hanno fatto il loro tempo o magari perché quelli che ci sono già stati sono impossibili da surclassare, sono tutti quegli attori che un tempo popolavano l'ambiente hollywoodiano e che diventarono vere e proprie leggende, la cui personalità sulla scena come nella vita privata rese quei volti immortali e impossibili da dimenticare.

Parlo di figure ormai mitiche come Kirk Douglas, John Wayne, Robert Mitchum, Katharine Hepburn, e poi avanti negli anni fino a Jack Nicholson, Al Pacino, Robert De Niro e tantissimi altri che sarebbe impossibile citare tutti. Tra questa massa di colossi che hanno reso Hollywood la mecca del cinema che oggi tutto il mondo conosce, naturalmente, sarebbe impossibile e ingiusto non annoverare l'uomo che in questi giorni sta facendo un gran parlare di sé. Sto parlando del signor Clinton Eastwood jr., meglio conosciuto con il nome d'arte di Clint Eastwood, divenuto novantenne lo scorso 31 maggio. L'uomo che tutti noi conosciamo per il suo sguardo di ghiaccio e che ha dato vita a tanti personaggi indimenticabili diventati ormai vere e proprie icone culturali.

Nato a San Francisco nel 1930 in una famiglia protestante della classe operaia, durante l'infanzia e l'adolescenza Clint visse in diverse città a causa dei lavori saltuari e precari che il padre riusciva ad ottenere nella cupa atmosfera della Grande Depressione e sostenne la famiglia lavorando d'estate come taglialegna, benzinaio e magazziniere. A diciotto anni, dopo aver ottenuto il diploma, si rese indipendente dai genitori e cominciò a studiare musica, probabilmente la sua più grande passione, accettando nel frattempo qualsiasi lavoro gli permettesse di mantenersi da solo. Le sue prospettive, però, si infransero con lo scoppio della Guerra di Corea. Clint fu arruolato e spedito a Fort Ord per l'addestramento, ma riuscì ad evitare il fronte facendosi assegnare alla gestione dei corsi di nuoto per le reclute.

Poco prima del congedo, incontrò Maggie Johnson, che sarebbe in seguito diventata sua moglie. Fu proprio lei, con il sostegno di qualche amico, a convincere Clint a tentare la fortuna a Hollywood. Con grande sorpresa, dopo appena un provino venne messo sotto contratto alla Universal e lo stesso anno convolò a nozze. Dopo diversi ruoli di contorno per cinema e televisione, ottenne il primo ruolo da protagonista nel 1959 per la serie Rawhide. Più volte Eastwood ha dichiarato che, sebbene quella esperienza gli sia stata fondamentale, durante la messa in onda della serie, durata fino al 1966 con ben 217 episodi, si ritrovò spesso ad essere scontento del ruolo affidatogli. Ma all'epoca il buon Clint non poteva certo sospettare che sarebbe stato proprio questo il personaggio che l'avrebbe proiettato verso il successo.

Infatti il regista italiano Sergio Leone, dopo il rifiuto di numerose star come Henry Fonda, era in cerca di un volto nuovo che desse la giusta caratterizzazione al protagonista di un western che era in procinto di girare in Spagna e, vedendo un episodio di Rawhide, decise che l'uomo che faceva al caso suo fosse proprio Eastwood. Volato in Europa, Clint si ritrovò catapultato in un mondo sconosciuto e, nel corso di tre anni, interpretò da protagonista ben tre film diretti dallo stesso Leone, gli ormai celeberrimi Per un Pugno di Dollari, Per Qualche Dollaro in Più e Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo. I tre film non ebbero immediato successo negli Stati Uniti e in alcuni casi furono addirittura stroncati dalla critica, ma permisero a Clint di ascendere alla posizione di attore di successo. Da quel momento, il volto freddo e inespressivo di Eastwood, fu per sempre legato al misterioso pistolero senza nome che compare nei tre film con lo stesso cappello, lo stesso poncho e il mozzicone di sigaro sempre stretto tra le labbra.

da "Il Buono, il Brutto, il Cattivo"

Dopo il successo in Italia, Clint rientrò negli Stati Uniti, dove girò il western Impiccalo più in Alto e il film di guerra Dove Osano le Aquile (passato alla storia per essere il film in cui Eastwood uccide più persone, il che significa che devono essere proprio tante). Gli anni Settanta furono certamente anni propizi, in cui l'attore si trovò a lavorare assiduamente sotto la guida del regista Don Siegel, grazie al quale riuscì ad affermarsi anche in America. La coppia Siegel/Eastwood girò ben cinque film tra il 1969 e il 1979, che vanno dal genere poliziesco, come il famoso Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (capostipite di una lunga e fortunata saga), a veri e propri film di rottura che all'epoca non furono compresi ma che oggi sono considerati veri e propri capolavori, come La Notte Brava del Soldato Jonathan. Nel 1971, Clint passò dietro la macchina da presa, dirigendo il thriller psicologico Brivido nella Notte, cui seguirono il drammatico Breezy e i complessi western Lo Straniero Senza Nome e Il Texano dagli Occhi di Ghiaccio, in cui recitò la sua nuova compagna, Sondra Locke. Gli anni Ottanta costituiscono un periodo particolare della sua carriera. Mentre infatti da un lato si cimenta, anche come regista, in grandi film come Il Cavaliere Pallido e Bird, dall'altro si dedica a pellicole dimenticabili come Firefox e La Recluta.

Da "Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!"

Nel corso del decennio successivo, però, avviene la sua consacrazione a grande regista, grazie soprattutto al capolavoro Gli Spietati, diretto, prodotto e interpretato dallo stesso Eastwood. Il film ottiene un successo strepitoso di critica e pubblico, aggiudicandosi quattro premi Oscar su nove nomination (miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista e miglior montaggio). Negli anni successivi, Clint ha sfornato un film dietro l'altro, tutti di grande livello, come Un Mondo Perfetto, I Ponti di Madison County, Mezzanotte nel Giardino del Bene e del Male e Potere Assoluto, non trascurando nemmeno il lavoro di attore per altri registi, come nel thriller Nel Centro del Mirino. Negli anni Duemila il ritmo serrato della produzione di suoi film da regista è secondo solo alla qualità di essi, per lo più drammatici accomunati da un forte pessimismo e cupore. Pellicole veramente stupende come Mystic River, Million Dollar Baby, Flags of Our Fathers, Lettere da Iwo Jima, Gran Torino, Changeling e Invictus.

Sempre apprezzato da pubblico e critica, si è in seguito specializzato nella narrazione di storie vere. E' il caso di J. Edgar, Jersey Boys, American Sniper, Sully, Il Corriere e Richard Jewell. Gli anni che avanzano non sembrano essere mai stati un problema per questo instancabile attore e regista, sempre deciso, energico e fermo in ogni soggetto in cui abbia scelto di cimentarsi.

Per concludere, spero di essere riuscito a delineare un ritratto veritiero e soprattutto degno di un uomo che ormai appartiene più al mito, un uomo che, sebbene si avvicini sempre più ai cento anni (mi sorprenderei se non li raggiungesse), ha sempre stampato in volto lo sguardo di ghiaccio di un pistolero senza nome.