Accecati dalla musica del boss

di Pietro Saccomani

Questo 2019 è stato finora un anno di grandissima importanza per il cinema. Ogni mese abbiamo trovato in sala film bellissimi, film che ci hanno emozionato e commosso. Non è stato un periodo straordinario soltanto per il cinema straniero, lo è stato anche per il cinema italiano, come ci testimonia la Coppa Volpi per la migliore interpretazione assegnata durante il festival di Venezia a Luca Marinelli per Martin Eden e la nomination agli Oscar come miglior film straniero a Il Traditore di Marco Bellocchio.

La stagione cinematografica che stiamo attraversando è riuscita a far ripopolare le sale italiane, fino a questo momento quasi sempre desolatamente vuote.

Mentre nelle ultime settimane dominava al botteghino Il Re Leone, un altro film assolutamente straordinario ha fatto la sua comparsa nei nostri cinema.

Sto parlando di Blinded by the Light, diretto da Gurinder Chadha.

Tratto da una storia vera, questo film rappresenta con grandissima intelligenza e delicatezza le incertezze dell'età adolescenziale.

La storia ha inizio nel 1987. Javed è un adolescente di origini pakistane che vive con la sua famiglia a Luton, un piccolo paese a pochi chilometri da Londra. E' un diciassettenne introverso e schivo, con una grande passione per la scrittura da sempre osteggiata dal dispotico padre, che vorrebbe per suo figlio un lavoro più solido e che è convinto che scrivere sia "una cosa da ragazzini inglesi con i genitori ricchi".

Le cose cambiano quando Javed conosce Roops, un compagno di scuola e grandissimo fan di Bruce Springsteen. E' proprio Roops che presta a Javed due album del "boss" ( Born in the USA e Darkness on the Edge of Town), intimandogli di difenderli a costo della sua stessa vita.

Inizialmente Javed è scettico, non crede che un cantautore americano possa sapere qualcosa delle loro vite ma quando, durante un temporale e dopo l'ennesimo divieto del padre di uscire la sera, con le cuffie nelle orecchie ascolta Dancing in the Dark e The Promised Land capisce che Roops aveva ragione. Gli sembra che Springsteen parli a lui direttamente, che capisca tutti i suoi problemi e che lo spinga a combatterli e a lottare per trovare la sua strada nella vita.

E' l'inizio di un percorso straordinario che porterà Javed, sempre sostenuto dalla musica del boss, a misurarsi con tutti i conflitti, le scoperte, i dolori, le passioni, le gioie e gli amori che contraddistinguono l'età che attraversa.

So bene cosa state pensando, che film del genere li abbiamo già visti mille volte e vi assicuro che anche io ero dello stesso avviso ma mi ha spinto a vedere questo film la mia passione per il cinema, per la musica e, soprattutto, per Bruce Springsteen.

Ebbene sì, anche chi scrive è un grande fan del boss. Proprio come succede a Javed, la sua musica sempre così personale e decisa mi ha sostenuto in momenti difficili e mi ha dato la forza di andare avanti non facendomi mai sentire solo. Quindi non potevo che sentirmi anch'io rappresentato da questo film.

E per l'ennesima volta la mia passione mi ha fatto scoprire un'altra opera favolosa, questo piccolo film con poche pretese ma con un grande messaggio da trasmettere. Un piccolo gioiello colmo di emozioni e sentimenti, che ho visto ben tre volte nel giro di una settimana, restando sempre sbigottito.

A metà tra Sing Street e Scoprendo Forrester, Blinded by the Light vi farà ridere, piangere ed esultare e quando lo avrete finito, se almeno un po' mi somigliate, vi sentirete in qualche modo diversi, carichi di una nuova e travolgente energia.

Blinded by the Light, dunque. Un film non privo di difetti, ma che vanta una sceneggiatura intelligente ed equilibrata, interpretazioni solide e, naturalmente, una colonna sonora da urlo.